giovedì 16 dicembre 2010

Linee guida OMS per la formazione in naturopatia

Organizzazione Mondiale della Sanità e Regione Lombardia pubblicano un documento internazionale, fondamentale riferimento per la futura formazione dei naturopati.

naturopatia oms regione lombardia
Regione Lombardia ha istituito, fin dal 2003, un’importante collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) in merito alla medicina complementare, nota anche come medicina tradizionale, non convenzionale o, meno correttamente, alternativa.
Questa collaborazione si è concretizzata innanzitutto nel sostegno di progetti finalizzati a promuovere sia un uso corretto e razionale della medicina complementare da parte dei cittadini e degli operatori, sia la sicurezza e la qualità dei prodotti erboristici e dei preparati omeopatici.
Nell’ambito della partnership Regione Lombardia - OMS, recentemente è stato pubblicato un documento dedicato alla naturopatia, l’ultimo di una lunga serie, che ha già riguardato discipline quali osteopatia, chiropratica, ayurveda, medicina tradizionale cinese, tuina, omeopatia e fitoterapia.
Quest’ultimo documento, dal titolo “Standard per la formazione in Medicina Tradizionale/Complementare e Alternativa: Naturopatia” (in lingua originale, Benchmarks for Training in Naturopathy), ha portata internazionale e rappresenta un contributo prezioso, autorevole e istituzionale, alla definizione di percorsi formativi univoci e di qualità per i naturopati, a beneficio loro e dei loro utenti.
Tali vere e proprie linee guida dell’OMS sulla formazione in naturopatia ricordano innanzitutto che la risoluzione del 2009 sulla medicina tradizionale della stessa OMS (WHA62.13) già sollecitava gli Stati Membri a includere la medicina tradizionale nei loro sistemi sanitari nazionali. Pongono inoltre l’accento sul fatto che gli standard formativi presentati riflettono ciò che la comunità di professionisti ed esperti di naturopatia ritiene essere l’adeguata formazione per chi voglia diventare un operatore di questa disciplina, considerando in primo luogo la protezione del consumatore e la sicurezza del paziente.
Le linee guida intendono, tra le altre cose, fornire un supporto agli Stati Membri per stabilire le modalità di abilitazione, accreditamento o autorizzazione degli operatori in naturopatia e fungere da stimolo per i professionisti della naturopatia per il miglioramento delle loro conoscenze e competenze.
Benchmarks for Training in Naturopathy propone standard per la formazione di base degli operatori in naturopatia, indicando anche le materie di insegnamento e le ore di formazione ed evidenziando quali sono le necessarie competenze che devono essere acquisite dagli studenti. Il documento passa inoltre in rassegna anche le controindicazioni all’intervento naturopatico, in modo da promuovere un esercizio sicuro della naturopatia e minimizzare il rischio di incidenti.
Tutto ciò allo scopo di rappresentare un riferimento per le autorità nazionali per stabilire sistemi di formazione, verifica e abilitazione che garantiscano una pratica qualificata della naturopatia.
Le linee guida dell’OMS distinguono due tipi di formazione naturopatica, in funzione della formazione precedentemente acquisita e dell’esperienza clinica degli studenti.
Il primo programma di formazione è destinato a chi non abbia precedente formazione o esperienza in medicina o in altre materie sanitarie. E’ finalizzato a produrre operatori che siano qualificati a praticare come professionisti di primo contatto e prima assistenza, autonomamente o come membri di un team sanitario. Questo primo tipo di programma formativo consta di un minimo di due anni di studio a tempo pieno (o equivalenti) di non meno di 1500 ore, incluse non meno di 400 ore di formazione clinica supervisionata. I candidati a questo tipo di formazione saranno tipicamente coloro che abbiano conseguito un diploma di scuola superiore o equivalente.
Il piano di studi di massima del primo programma include: anatomia; fisiologia; patologia; pratica e storia della naturopatia; principi di cura naturale; tossicità, detossificazione e depurazione; idroterapia; igiene e salute pubblica; psicologia e gestione dello stress; pronto soccorso; anamnesi e accertamento clinico; digiuno, dieta e alimentazione; omeopatia e sali tissutali; fitoterapia; terapia coi fiori di Bach; luce ed elettroterapia; manipolazioni dei tessuti molli; etica e giurisprudenza; iridologia; aromaterapia; agopuntura.
Un secondo programma di formazione è pensato invece per coloro che abbiano già una formazione di tipo sanitario o simile (medicina, odontoiatria, chiropratica, osteopatia ecc.) e che desiderino diventare professionisti naturopati riconosciuti. Il piano di studi del secondo programma dipenderà dalla precedente formazione ed esperienza e varierà da studente a studente. La sua durata non dovrebbe comunque essere inferiore alle 1000 ore, incluse non meno di 400 ore di formazione clinica supervisionata. I risultati dell’apprendimento dovrebbero essere comparabili a quelli del primo programma.
Il documento Benchmarks for Training in Naturopathy merita di essere letto per intero. Cogliamo comunque l’occasione per riportare, tra i suoi contenuti più interessanti, la definizione di naturopatia data dall’OMS: una professione sanitaria che enfatizza la prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi terapeutici e modalità che incoraggiano il processo di autoguarigione (Vis Medicatrix Naturae).

martedì 14 dicembre 2010

IL SIGNIFICATO DEL NATALE

Gesù è nato in Palestina duemila anni fa, ma questo è soltanto l’aspetto storico del Natale. L’apparizione del Cristo è soprattutto un evento cosmico: rappresenta la prima manifestazione della vita nella natura ed il principio di tutto ciò che esiste. Nel corso dell’anno il sole passa per i quattro punti cardinali (equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio d’autunno, solstizio d’inverno). Nel corso di questi quattro periodi avvengono nella natura grandi trasformazioni che influenzano la terra e tutti gli esseri che la popolano.
Il 25 dicembre rappresenta il momento in cui il sole è appena entrato nella costellazione del capricorno. Infatti il capricorno rappresenta simbolicamente le montagne e le grotte: è appunto nell’oscurità di una grotta (l’interiorità) che il Bambino Gesù può nascere. Per tutto il resto dell’anno la natura e l’uomo hanno svolto una grande attività. L’approssimarsi dell’inverno corrisponde alla sospensione di molte attività, i giorni si accorciano, le notti si allungano: è il momento della meditazione, del raccoglimento.
Queste attività consentono all’uomo di penetrare nella profondità del suo essere e di trovare le condizioni per la nascita del Bambino. Come vivono, invece, gli esseri umani le feste di Natale? Festeggiano gareggiando con ansia spasmodica nell’acquistare e regalare doni per ostentare ricchezza materiale, mangiando e bevendo smisuratamente a tavola. Si va in chiesa, si canta che Gesù è venuto a salvarci per poi continuare la vita di sempre. Questi comportamenti dimostrano quanto gli uomini siano inconsapevoli dell’importanza di questo evento in cui, una sola volta l’anno, le correnti divine si predispongono per creare le condizioni migliori affinché il Bambino Divino (la nuova vita) nasca in ogni uomo.
Occorre lavorare, studiare, superare i propri limiti affinché nasca una nuova coscienza che si manifesti come una luce interiore capace di scacciare le tenebre e di indicare la strada da seguire. Per molti non potrà essere più la stessa! Infatti Gesù non è soltanto un personaggio storico, ma rappresenta un simbolo che riveste le innumerevoli realtà della vita spirituale. Fino a quando l’uomo non possiederà in sé luce ed amore, il bambino Gesù non potrà nascere in lui: potrà attenderlo, festeggiarlo ma nulla di più. Se fosse bastata la venuta di Gesù sulla terra le guerre, le miserie, le malattie sarebbero già scomparse da tempo. 
La nascita del Cristo (sé superiore) rappresenta un avvenimento che si ripete ogni anno nell’universo (per alcuni è già nato, per altri nascerà fra poco, per altri non nascerà che fra qualche secolo), ma che si può verificare simbolicamente dentro di noi in ogni istante della nostra esistenza. Da secoli si ripete questa storia senza capirla, perché il simbolismo universale è andato perso. 

Per esempio Giuseppe e Maria sono due simboli della vita interiore: il padre Giuseppe è l’intelletto, lo spirito dell’uomo, il principio maschile; la madre Maria è il cuore, l’anima, il principio femminile. Quando il cuore e l’anima sono purificati lo Spirito Santo (l’Anima Universale) sotto forma di fuoco (amore divino) viene a fecondare l’anima ed il cuore dell’essere umano e nasce il figlio. La stalla e la mangiatoia rappresentano le povertà dell’anima e le difficoltà che l’uomo incontra per raggiungere la spiritualità. E che cos’è la stella? È l’uomo stesso. Un pentagramma vivente che deve esistere in duplice forma (ciò che è in alto è come in basso e ciò che è in basso è come ciò che è in alto). 
Quando l’uomo ha sviluppato in pienezza le cinque virtù (amore, saggezza, verità, giustizia, bontà) un altro pentagramma (la stella luminosa) lo rappresenta sui piani sottili. Quella stella che brillava sopra la stalla rappresenta appunto la luce cristica che ogni essere può far brillare dentro di sé. Anche i grandi capi religiosi (Melchiorre, Baldassarre e Gaspare) sentono che non sono ancora giunti a quel grado di spiritualità che credevano, per cui vanno ad apprendere, ad inchinarsi ed a portare in dono oro, incenso e mirra: l’oro significava che Gesù era re (il colore giallo è il simbolo della saggezza), l’incenso significava che era un sacerdote (l’incenso rappresenta il campo religioso, il cuore e l’amore), la mirra il simbolo dell’immortalità (ci si serviva della mirra per imbalsamare i corpi e per preservarli dalla decomposizione). 
I Re Magi hanno quindi portato dei doni che hanno un legame con i tre mondi: pensiero, sentimento e corpo fisico. In quella stalla vi erano solo il bue e l’asinello. Perché? La stalla rappresenta il corpo fisico ed il bue, come il toro, anticamente è stato sempre considerato come il principio generativo (in Egitto, per esempio, il bue Apis era il simbolo della fertilità e della fecondità). L’asino, invece, rappresenta la personalità (la natura inferiore dell’uomo). Questi due animali erano là per servire Gesù. Quando l’uomo comincia a compiere su di sé un lavoro per la sua evoluzione, entra in conflitto con la sua personalità e con la sua sensualità. L’iniziato è appunto colui che è riuscito a dominare queste due energie ed a metterle a suo servizio, ma non le reprime in quanto sono energie straordinariamente utili se messe all’opera sotto il giusto controllo.
Il Natale dunque ci ricorda che il significato dell’esistenza umana è quello di risvegliare il sé inferiore al cospetto dell’anima e ciò avviene, all’inizio, mediante l’arte di vivere. Questo è un processo che comporta prove ed errori (spesso attraverso l’esperienza della sofferenza come illusione che infine conduce verso la verità immanente). Ciò è ottenuto gradualmente tramite un riorientamento dei desideri e, in una fase successiva, l’identificazione con il sé superiore. Sono molti gli individui che consapevolmente orientano la propria vita verso le finalità più alte: alcuni si stanno preparando, altri stanno già operando per raggiungere queste finalità. Sono individui che si sintonizzano sempre più con la propria anima e si allontanano da una realtà personale ed egoistica.

mercoledì 24 novembre 2010

Riflessologia Plantare

Osserva attentamente l'uomo fuori e scoprirai quello che ha e prova, nel suo interno più profondo.

La riflessologia plantare è una terapia naturale che riequilibria con lo stesso principio utilizzato dallo shiatsu e l'agopuntura, secondo il quale ogni organo ha un suo punto corrispondente in altre zone del corpo che agiscono sull'organo stesso spingendolo a reagire con una risposta reattiva e involontaria.
Ha prevalentemente una funzione preventiva, infatti massaggiando quotidianamente i punti riflessi del nostro piede, sia sani che dolorosi, possiamo andare a rimediare i vari disturbi rimettendo in moto il nostro organismo.
La Riflessologia è una terapia olistica basata quindi sul principio secondo il quale ogni aspetto della vita dell'individuo influisce sul benessere della persona, ed opera nell'intento di riequilibrare l'intero organismo al fine di stimolarne la capacità di autoguarigione.
Nel momento in cui andiamo ad eseguire una digitopressione, sia sul piede che in altre zone del nostro corpo, la mano o le orecchie, stimoliamo la nostra energia vitale (nel caso resti bloccata potrebbe creare delle patologie legate al punto in cui si è verificato il blocco) che inizia di nuovo a scorrere liberamente lungo i nostri canali energetici.

Attraverso questi meccanismi siamo in grado di raggiungere i differenti organi con sollecitazioni mirate all'ottenimento dell'ossigenazione dei tessuti attraverso la vascolarizzazione degli stessi.
Immaginiamo di fotografare una persona, rimpicciolire la foto e proiettarla su di una parte del corpo (es. piede). Se noi osserviamo un piede vediamo prioiettato tutto il nostro corpo e guardandolo di profilo potremo notare che ha la stessa sagoma di una persona seduta dove l'alluce corrisponde alla testa e la parte esterna raffigura la nostra colonna vertebrale. Al piede destro corrisponde la parte razionale (lo studio, il lavoro), mentre al sinistro la nostra parte emotiva (le paure, gli affetti).
La riflessologia è indicata per coadiuvare quasi tutte le patologie compresi lo stress e stanchezza.
Per poter praticare la tecnica della riflessologia plantare l'operatore deve necessariamente avere una buona conoscenza della nostra struttura muscolare e scheletrica, degli organi interni, della loro posizione e dei punti riflessi.

sabato 20 novembre 2010

Omeopatia: il Ghana più avanti dell'Italia?

Perfino in Ghana è stata riconosciuta l'efficacia dell'omeopatia, tanto che il governo ha persino istituito un Consiglio per la pratica della medicina tradizionale presso il ministero della Salute. E l'Italia è al palo.
Acquista sempre maggiore rilievo, in Ghana, la pratica della medicina tradizionale e delle cure alternative che negli ultimi anni sono riuscite a recuperare parte del terreno perduto a vantaggio della medicina convenzionale, introdotta dagli europei. Ne è un esempio l'inaugurazione nella città costiera di Tema, vicino alla capitale, Accra, di una Clinica omeopatica che pratica anche cure erboristiche, strettamente legate alla tradizione locale.Nella struttura si curano pazienti e si organizzano corsi di specializzazione omeopatico-erboristica. Hlortsi Akokpo, responsabile del Consiglio per la pratica della medicina tradizione, istituito al ministero della Salute, ha assicurato in un'intervista che il governo intende varare misure che "siano in grado di regolare con efficacia la pratica delle medicine alternative, con l'obiettivo di fornire alla popolazione l'opportunità di
scegliere il metodo di cura più efficace per ogni malattia".

venerdì 19 novembre 2010



Estremamente nociva è l'abitudine allo Stress.
Quando per lungo tempo si perdutra in una situazione stressante, questo tipo di risposta si cronicizza ed il nostro organismo si indebolisce.
Più la condizione stressante permanente più le nostre risorse si affievoliscono.
Arrivano stanchezza, problemi d'attenzione, difficoltà di memorizzazione, sonno inquieto, tristezza, agitazione.
In un pericoloso crescendo si aprono le porte ai sintomi fisici, alle malattie psicosomatiche.
Spesso si ricorre all'uso di farmaci non privi di effetti collaterali.
Noi proponiamo un modo semplice ed efficace per combattere lo stress.
Il rimedio naturale contro lo Stress è il Rilassamento.

Inoltre oggi i bambini sono sempre più spesso affidati a nonne o tate e attraverso il massaggio ricostruiamo il loro senso di appartenenza e recuperiamo un momento esclusivo di coccole, contatto e calore con mamma e papà.

Il massaggio nasce da un'antica tradizione, diffusa in molte parti del mondo, della quale l'evidenza clinica e le recenti ricerche hanno confermato l'effetto positivo sullo sviluppo e la maturazione del bambino.

Il massaggio è un modo di "stare insieme" al proprio bambino, per accompagnarlo, proteggerlo, rilassarlo, dargli sollievo, comunicare, interagire, stimolarne la crescita e favorirne il benessere psico-fisico.
 

Fitoterapia


La fitoterapia è una medicina naturale che utilizza le sostanze contenute nelle piante come rimedi di cura. 
La fitoterapia è una delle più antiche pratiche usate dall’uomo per curare i propri disturbi, se ne trovano tracce, difatti, in civiltà antichissime come quella degli egizi, degli indù, dei greci, dei cinesi, dei romani.
Le sostanze usate nella fitoterapia sono moltissime e tutte completamente naturali, vengono raccolte nel loro periodo di maggiore efficacia e poi trattate in modo da esaltar nelle proprietà curative. Molti farmaci sono versioni sintetiche degli estratti vegetali, cioè contengono principi attivi che sono derivati da un componente vegetale. 

Auricoloterapia

Orecchio Spirale Cosmica
L’orecchio nella sua tridimensionalità rispecchia una spirale centripeta-centrifuga che ha il suo centro nella radice dell’elice. La funzione dell’orecchio nel suo complesso è quella di captare alcune particolari onde di frequenza che si propagano nell’aria e che vengono percepite e decodificate dal cervello umano come suoni. A questa funzione partecipa tutto l'orecchio nelle sue sezioni esterna, media ed interna. Inoltre l’orecchio interno possiede un’ulteriore struttura spiralica: i canali semicircolari che permettono l’equilibrio del corpo nello spazio. Quindi l’orecchio è un organo di ascolto di segnali acustici e al tempo stesso di equilibrio e movimento. 
Potremmo paragonare l’orecchio ad una antenna parabolica che da² un lato riceve segnali dal macrocosmo e dall’altro li invia. La forma del padiglione auricolare ricorda il rene, la cui energia è alla base della vita umana. Nell’ “orbis renale” infatti non è rappresentato il solo rene come organo funzionale di filtrazione urinaria, ma ad esso è accoppiata la funzione del surrene con i suoi ormoni, il metabolismo calcico, ecc.. Nell’ “orbis renale” è contenuto il potenziale energetico vitale che ci viene trasmesso dall’energia ancestrale cromosomica, cioè dai nostri genitori. Il rene è quindi il simbolo archetipico della vita e viene riproposto in forma simbolica in rilievo ai lati del viso. Se osserviamo meglio scopriamo inoltre che all’orecchio è possibile sovrapporre un feto. Il padiglione auricolare, infatti, contiene informazioni provenienti dall’intero organismo come dimostrò il Dottor Paul Nogier nel 1956. al congresso di Wiesbaden. Esso deve quindi ritenersi un piccolo cervello vicino al cervello principale: una antenna che da un lato riceve i segnali interni e li decodifica a livello della rete nervosa sottocutanea del padiglione e dall’altro è in grado di trasmettere al corpo informazioni di varia natura (pressoria, luminosa, elettromagnetica ecc...) proveniente dallo spazio esterno e quindi dal macrocosmo. La superficie auricolare è quindi in grado di segnalare difetti di informazione e quindi stati di squilibrio psicofisico che possono portare a stati patologici attualmente etichettati col nome di malattie. Ma essendo l’uomo un tutt’uno con la sua vita embrionale, con il cosmo a cui appartiene e con l’evoluzione, ogni segnale può contenere diverse chiavi di lettura che si riconducono però sempre a un solo e unico difetto di informazione che ha il suo corrispettivo a vari livelli. 

giovedì 18 novembre 2010

i miei lavori editoriali

i miei lavori editoriali

i miei lavori editoriali

i miei lavori editoriali

i miei lavori editoriali

I Fiori di Bach


La fitoterapia è una medicina naturale che utilizza le sostanze contenute nelle piante come rimedi di cura. 
La fitoterapia è una delle più antiche pratiche usate dall’uomo per curare i propri disturbi, se ne trovano tracce, difatti, in civiltà antichissime come quella degli egizi, degli indù, dei greci, dei cinesi, dei romani.
Le sostanze usate nella fitoterapia sono moltissime e tutte completamente naturali, vengono raccolte nel loro periodo di maggiore efficacia e poi trattate in modo da esaltar nelle proprietà curative. Molti farmaci sono versioni sintetiche degli estratti vegetali, cioè contengono principi attivi che sono derivati da un componente vegetale. 

Ayurveda


La storia della Medicina è la storia della lotta dell’uomo contro il male, il malessere, il pregiudizio, l’ignoranza e la superstizione. Questo tipo di medicina ha le sue radici in India e fin da circa 7.000 anni ha informato, attraverso i testi Vedici, circa le proprietà salutari di minerali e vegetali, che assieme alle condizioni di vita, ai comportamenti Etici, permettono di vivere senza malessere.

Una leggenda indiana racconta che durante il rimestamento delle acque primordiali che avevano sommerso la Terra (una similitudine con il Diluvio Universale). Gli Dei e i Demoni, per l'occasione, unirono le loro forze nella speranza di estrarre il nettare degli dei, che avrebbe donato loro l'immortalità.
Utilizzarono il grande serpente del tempo Ananta come fune. Frullando le acque, videro affiorare via via ogni cosa positiva e importante per tutta l'umanità. Tra queste, Surya (il Sole), Lakshmi (Dea della Fortuna), L'Amrita (il nettare degli Dei), Dhanvantari (Signore della medicina ayurvedica).... E ora, per fortuna, anche in Occidente si comprende il profondo beneficio di questa antichissima e utilissima pratica medica.

L’Ayurveda, cioè la medicina naturale tradizionale indiana, di origine antichissima, era stata in grado di cogliere le caratteristiche delle malattie, che sono state studiate dalla scienza medica moderna soltanto in tempi recenti. 
Ayurveda significa “ConoScienza della Vita o longevità”: è una delle più antiche medicine del mondo, giacché nacque intorno al 1700 a.C. Questa medicina si basa sulla filosofia Samkhya (da Sat = verità e khya = conoscenza) sviluppata dagli antichi luminari indiani, i Rishi.
Per gli indiani dell’Asia non è solo una terapia medica, bensì una filosofia di vita che punta sulla conoscenza della mente e del corpo come un’insieme.
Secondo l’Ayurveda, (scienza della Vita Sana) il traguardo è la salute intesa come stato di giusti rapporti dell’energia vitale, per raggiungere la realizzazione della propria evoluzione Spirituale.
L’efficacia concreta delle 2000 erbe e preparati naturali, che i medici ayurvedici usano come unici medicamenti o rimedi, assieme alle tecniche di rilassamento e massaggi particolari, è stata di recente confermata da molti studi clinici anche occidentali. 
Vedi anche DIAGNOSI AYURVEDICA + Fondamenti della Medicina Naturale + Introduzione alla Medicina Naturale + Come Nasce la Malattia ? + Dove e perché Nasce la Malattia ?

Nel 1976 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), inseriva la Medicina Ayurvedica nel suo programma “Salute per tutti entro il 2000”; non si trattava di un platonico omaggio a una delle più antiche scuole mediche dell’umanità, era invece un riconoscimento ufficiale della validità di una tradizione “curativa” che seppur non ignota in occidente, non vi ha mai goduto di un’adeguata considerazione.
Essa è una medicina antica e modernissima allo stesso tempo, perché prende in considerazione anche aspetti che noi scopriamo solo oggi come per esempio, l’ambiente, l’alimentazione e l’evoluzione dello Spirito del soggetto.
La medicina Ayurvedica e' nei fatti la Medicina Naturale insegnata e praticata, fin da migliaia di anni prima dell'era volgare, nell'India.

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Ayurveda, il sistema di medicina naturale più antico del mondo - 05/05/2010
L'Ayurveda probabilmente è il sistema di medicina naturale più antico di cui l'uomo abbia memoria, la parola Ayurveda significa Conoscenza della vita o Scienza del vivere , essa è composta dai termini Ayus (Vita) e Veda (Conoscenza o Scienza).

Ayurveda
Nel Charaka Samhita, uno dei testi fondamentali dell'Ayurveda, troviamo la definizione dell'Ayurveda e della materia di cui tratta: "Si definisce Ayurveda la scienza che descrive gli stati della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa. " (Charaka Samhita I, 41)
Nello stesso testo troviamo la definizione di Ayus , vita, che è intesa come combinazione di quattro elementi:
- corpo
- organi dei sensi
- mente
- anima
L'Ayurveda si occupa di tutti gli aspetti del benessere, quello fisico, quello psichico e quello spirituale e si interessa di ciò che è normale tanto quanto di ciò che è anormale o patologico. Secondo l'Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale.
Il concetto di equilibrio espresso dall'Ayurveda comporta non solo il perfetto funzionamento dei vari sistemi ed organi, della psiche e dello spirito, ma anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, con i familiari, con gli amici, con il lavoro, con il clima e la cultura in cui viviamo, con i propri ideali, con le abitudini, con la verità, con il concetto che si ha di Dio, ecc.

Medicina ayurvedica
Generalmente si usa l'espressione "medicina ayurvedica" per indicare un metodo terapeutico naturale di cui gli aspetti più conosciuti sono la prescrizione di preparati a base di erbe e sostanze naturali, i massaggi, le varie terapie di purificazione e rilassamento spesso abbinate alla cosmesi. Lo scopo principale dell'Ayurveda non si limita a questi aspetti superficiali, ma in realtà consiste nell'eliminazione del senso di separazione fra il puro Sé illimitato (Atma) e le espressioni limitate del relativo (Corpo, Sensi, Mente); questa separazione operata dall'intelletto viene chiamata "errore dell'intelletto" (Pragya Aparada). Nell'analisi che l'Ayurveda fa dell'origine delle malattie, l'errore dell'intelletto si trova al primo posto.
Sulla base di questa concezione della vita e dei suoi meccanismi fondata sul sistema filosofico del Samkhya, l'Ayurveda ci porta la conoscenza necessaria a mantenere l'equilibrio del funzionamento della mente e del corpo, come prevenire la perdita della memoria della parte illimitata e pura della vita e come correggere l'errore dell'intelletto che porta all'identificazione con i differenti aspetti della vita e alla perdita della consapevolezza della propria vera natura.
Dopo l'affermazione dello Yoga in tutto il mondo occidentale, ove milioni di persone traggono beneficio dalla sua pratica, assistiamo a un crescente interesse per l'Ayurveda e per i principi che ci ha trasmesso. Tali principi sono utilissimi nella nostra era scientifica perché sono principi immutabili e non soggetti a correnti dottrinarie, essi si ritrovano in tutti i sistemi di medicina tradizionale di tutto il mondo. Anche se nel corso del tempo sono stati apportati molti emendamenti e molte aggiunte alle applicazioni e implicazioni dei principi originari, essi rimangono inalterati nella loro essenza.??Secondo Charaka, le virtù che devono essere presenti nell'abile medico sono:
- conoscenza (Vidya)
- logica (Tarka)
- scienza (Vijnana)
- memoria (Smriti)
- adattabilità (Tatparata)
- prova pratica (Kriya)
Questo indica un sistema non dogmatico né staccato dalla ricerca empirica, la combinazione di ipotesi razionali sostenute dall'applicazione pratica e dalla sperimentazione rendono questo sistema estremamente flessibile e in grado di accogliere il contributo di chiunque concorra a migliorarne l'applicazione. Di conseguenza l'Ayurveda ha un atteggiamento molto aperto e liberale nei confronti degli altri sistemi medici con cui si può utilmente integrare.??
Cenni storici?La storia dell'Ayurveda, affonda le sue radici nel periodo vedico, risale cioè al 5000 a.C. o forse a un'epoca ancora precedente.
Nei quattro Veda - Rig, Sama, Yajur e Atharva - troviamo ampi riferimenti a medicine, rimedi, metodi curativi e descrizioni delle diverse parti e degli organi del corpo umano. I testi classici dell'Ayurveda che sono giunti fino a noi, Charaka Samhita e Sushruta Samhita, sono stati redatti nella forma attuale probabilmente intorno al settimo secolo a.C.
In questi testi troviamo i miti delle origini dell'Ayurveda e di come venne tramandato al genere umano.
Nel Charaka Samhita si dice che quando sulla terra comparvero le malattie a ostacolare la vita degli esseri viventi, un gruppo di saggi provenienti da ogni angolo della terra, mossi da compassione per tutte le creature, si riunirono in un luogo propizio sulle pendici dell'Himalaya per trovare un rimedio.
Con questo atteggiamento, entrarono in meditazione e trovarono l'aiuto di Indra, il Signore degli Dei, che li avrebbe istruiti sul modo appropriato per contrastare le malattie. Deputarono così uno di loro, Bharadvaja, ad andare da Indra per imparare l'Ayurveda.
Al suo ritorno Bharadvaja impartì la conoscenza dell'Ayurveda ad Atreya che ebbe sei discepoli, ognuno dei sei discepoli di Atreya scrisse un trattato di Ayurveda. La maggior parte di quei trattati è andata perduta, ma l'opera di uno di essi, Agnivesa, o per lo meno una parte di essa, è giunta fino a noi nella forma del Charaka Samhita .
Un altro racconto mitologico rivela che Dhanvantari, il medico degli Dei, venne mandato da Indra sulla terra per diffondere la conoscenza della medicina. Dei suoi discepoli Sushruta era particolarmente esperto nell'arte della chirurgia e scrisse un trattato sull'Ayurveda noto come Sushruta Samhita .
Questo trattato riguarda soprattutto la chirurgia anche se parallelamente si occupa della medicina generale. In epoca posteriore Vagbhata scrisse l'Ashtanga Hridaya che descrive l'Ayurveda in forma poetica e che riunisce la sapienza di Charaka nella medicina e l'arte di Sushruta nella chirurgia.??E' difficile stabilire con esattezza l'epoca di Charaka e di Sushruta per mancanza di riscontri storici precisi, ma gli studiosi sono abbastanza concordi nel fare risalire il Charaka Samhita al VI o VII secolo a.C. In questi trattati vengono descritte le otto parti dell'Ayurveda:
- Medicina Generale (Kaya)
- Chirurgia (Shalya)
- Trattamento delle malattie di orecchie, naso, gola, occhi (Salakya)
- Psichiatria, Psicologia (Bhuta Vidya)
- Pediatria (Kaumara Bhritya)
- Tossicologia (Agada)
- Scienza del ringiovanimento (Rasayana)
- Sessuologia (Vajikarana)

Natura universale dell'Ayurveda
"Poiché nei tempi antichi l'Ayurveda è stato concepito e insegnato da alcuni saggi, certi studiosi sostengono che l'Ayurveda ha un inizio. In effetti non è così, non si conosce un periodo in cui l'Ayurveda non fosse esistente e dopo il quale venne alla luce.
Come il calore del fuoco e la liquidità dell'acqua, l'Ayurveda o scienza della vita è cosa innata e per esistere non ha bisogno di alcuno sforzo da parte degli umani ". (Charaka Samhita 30.27)

Per concludere, l'Ayurveda non è patrimonio esclusivo di una sola cultura o di un solo paese, non è prerogativa di una sola religione, non appartiene a un solo periodo storico. Poiché tratta di fenomeni inerenti alla natura ha un valore universale e un atteggiamento molto aperto nei confronti degli influssi che provengono da differenti culture; le medicine e le diete possono variare, ma i principi che ne sono alla base sono sempre gli stessi.
Perciò si può considerare l'Ayurveda un "Patrimonio dell'Umanità".
La medicina ayurvedica è la più diffusa in India e in alcuni paesi limitrofi, oggi anche in Occidente si possono trovare molti preparati fra quelli usati dalla vasta farmacopea ayurvedica.
Le stesse aziende che commercializzano questi prodotti, importati principalmente dall'India, a volte si occupano anche della formazione dei medici in modo che essi possano avere una corretta informazione sui principi dell'Ayurveda, sul modo di usare i preparati, e possano usare i metodi diagnostici classici dell'Ayurveda come la lettura del polso.
Molte ricerche scientifiche sono state fatte e sono in corso per avvalorare con metodi moderni quel che è detto nei trattati di migliaia di anni fa, sia per quel che riguarda l'efficacia terapeutica dei preparati e dei trattamenti, che sono l'aspetto esteriore della medicina ayurvedica, sia per l'efficacia dei trattamenti "interiori" come la meditazione, che ci riportano allo scopo principale dell'Ayurveda, quello di farci ricordare chi siamo in realtà.
Tratto da benessere.com

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PRINCIPI FONDAMENTALI dell'AYURVEDA - ASPETTI FILOSOFICI e COSMOLOGICI
Corpo, mente e anima, questi tre sono come un tripode; il mondo si regge sul loro insieme; in loro prende dimora ogni cosa.
Questo insieme esiste per il Purusha, l'essere conscio. Questo è il soggetto dell'Ayurveda, è per questo che gli insegnamenti dell'Ayurveda sono stati rivelati.
Charaka Samhita, Sutrasthana I.46-47

Per avere una chiara comprensione dei concetti di base dell'Ayurveda, è necessario vedere quali sono i principi filosofici da cui essi originano e quale è la visione cosmologica, cioè come si intende il processo della creazione.
L'impianto filosofico e cosmologico dell'Ayurveda si fonda a sulla filosofia Samkhya, uno dei sei sistemi della filosofia Vedica (I sei sistemi della filosofia indiana sono: Nyaya - Scuola della logica, Vaisheshika - Scuola dell'atomismo, Samkhya - Scuola dei principi cosmici, Yoga - Scuola dello Yoga, Karma Mimamsa - Scuola dei rituali, Vedanta - Scuola teologica o metafisica).
Il Samkhya venne esposto in origine dal saggio Kapila in un'epoca molto remota e tratta soprattutto dei principi cosmici, in esso troviamo le intuizioni fondamentali dei Veda e delle Upanishad.
Sia lo Yoga classico descritto da Patanjali negli Yoga Sutra, che l'Ayurveda classico di Charaka e Sushruta si basano sulla scuola di pensiero del Samkhya.

Il principio base dell'Ayurveda è il Tridosha, la teoria delle 3 energie vitali che pervadono tutto l’Universo, umanità compresa.
Si distinguono genericamente così tre categorie di persone caratterizzate fisicamente e psicologicamente fin dalla nascita, dalle diverse combinazioni delle tre energie.

Secondo l’Ayurvedica, la Perfetta Salute (P.S.) è il risultato dell’equilibrio di queste forze; la malattia è causata da uno squilibrio delle stesse; queste energie vengono denominate Vata (vento), Pitta (bile), Kapha (flemma).
L’energia chiamata Vata, ad esempio rappresenta il flusso, il movimento, ed è alla base di respirazione, circolazione, attività neuro muscolare.
L’individuo “Vata” (vento), in cui l’energia di questo tipo è più accentuata ha corporatura esile, la pelle secca e scura, le unghie fragili; è estroverso, loquace, rapido nelle decisioni, ma anche nervoso e impaziente; ha sonno leggero e disturbato e scarsa resistenza fisica; può avere appetito e digestioni irregolari e tende a soffrire di artrite e problemi intestinali; dolori lombari, artrite, sciatica, paralisi, nevralgie, dovrebbe far gran uso di frutta per reidratarsi.
In genere le cause dei disturbi del tipo “Vata” (vento) sono: gli alimenti e le piante medicinali di sapore amaro.
Gli alimenti e le piante di sapore freddo o fresco che introducono l’energia fredda nel corpo, esempio, l’eucalipto, la pera e l’eccesso di verdure crude.
L’alcol, caffè, tabacco, droghe, vitamine sintetiche, pasti consumati ad orari irregolari; l’eccesso di emozioni, la sovra eccitazione mentale, stare al freddo ed al vento freddo.
L’eccesso di attività sessuale o fisica, le veglie notturne ed infine le lunghe malattie croniche.

L’energia chiamata Pitta (bile) invece, controlla le attività metaboliche, gli scambi energetici e la digestione; un suo squilibrio può provocare ulcere peptiche, ipertensione, coliti, malattie della pelle.
In genere le cause dei disturbi del tipo “Pitta” (bile) sono: alimenti e piante di sapore piccante (peperoni forti, peperoncino, zenzero ecc.); quelli di energia calda che producono calore interno.
Le sostanze irritanti o caustiche, come il sale; l’esposizione al sole d’estate od al caldo eccessivo; il contatto umano (dormire assieme) od il calore animale; il sesamo, l’olio di sesamo, lo yogurt, vino, alcolici, l’aceto.
Il digiuno di 1 o più giorni aumenta questi disturbi, per cui si raccomanda attenzione se si vuole fare digiuni.
L’individuo “Pitta” ha corporatura media, carnagione rossastra, capelli fragili e sottili, buona muscolatura e ottimo appetito; è un carattere forte e deciso, coraggioso ed ha un’intelligenza vivace; ma anche geloso, pungente nei suoi giudizi e facilmente irritabile; il suo problema è proprio il calore del sangue: soffre di fegato, colecisti, iperacidità, ulcera peptica, gastriti ed infiammazioni che si curano con cibi rinfrescanti, evitando quelli piccanti.

L’energia chiamata Kapha (flemma), infine, rappresenta la coesione; il suo squilibrio può provocare malattie del sistema respiratorio, sinusiti, diabete mellito, obesità.
In genere le cause dei disturbi del tipo “Kafha” (flemma) sono: gli alimenti e le piante di difficile digestione; gli alimenti che tendono a far prendere peso, cioè quelli dolci, zucchero, frutta matura, miele, liquerizia; i grassi, oli, burro; latte, latticini, yogurt, l’eccesso di bevande; la siesta e l’eccesso di sonno; sopra tutto i farmaci a base di ormoni; i periodi freddi, nebbiosi, umidi.
L’individuo “Kapha” ha tendenza ad ingrassare, ha la pelle liscia e morbida, i capelli forti e ondulati; ha un appetito moderato con una digestione lenta, un sonno lungo e profondo ed è molto sentimentale; è resistente alla fatica anche se tranquillo nell’attività e tendenzialmente pigro ed è dotato di buona memoria; generoso, è poco emotivo e difficilmente si altera; ha spesso raffreddori, bronchiti e congestioni polmonari ed il sistema linfatico in disordine.

Per l’Ayurveda la malattia è “ama” ovvero “tossiemia”; quindi la guarigione è la disintossicazione dell’organismo.
Il legame fra costituzione fisica ed energia, tra corpo e mente, secondo l’Ayurveda è dunque inscindibile.
Nulla è casuale e nulla è assoluto; le interazioni energetiche, però sono tantissime e si modificano di continuo, così l’individuo, nel tempo cambia.
Ma ciò che è importante è che rimanga inalterato il suo equilibrio; il quale però per l’Ayurveda, deve trovarsi a sua volta in equilibrio per star bene davvero, con l’ambiente circostante sia umano, sia naturale; il che fa della Medicina Ayurvedica una scienza anche “ecologica” a tutti gli effetti.

Come riuscire a mantenere sempre questo equilibrio ?
Si deve insistere molto sulle pratiche quotidiane che tendono ad eliminare i e le tossine superflue prodotte da scompensi energetici; queste pratiche vanno dall’esercizio fisico costante, ai massaggi, alle instillazioni nasali anche della propria urina, agli infusi d’erbe; a questo va aggiunto soprattutto, un opportuno regime dietetico, prescritto in base alla propria costituzione.

Già nel 1500 a. C. il grande medico indiano Charaka, sottolineava con vigore l’importanza della corretta dieta alimentare: “Il corpo è il prodotto del cibo” precisava ed aggiungeva: “Le malattie insorgono allorché l’alimentazione è sbagliata“.
La distinzione tra salute e malattia è la stessa che esiste tra dieta equilibrata e dieta non equilibrata. Tuttavia il grande medico dell’antichità indiana assegnava anche allo stato mentale e allo stile di vita ruoli decisivi nel determinarsi da un lato della patologia e dall’altro del benessere; non per nulla, quella Ayurvedica è ritenuta la Medicina Psico Somatica dell’Oriente.

Una corretta alimentazione può includere, qualora vi fosse una necessità specifica, integratori alimentari naturali che possono svolgere un’azione regolatrice e correggere gli squilibri presenti negli elementi del corpo.
La differenza principale tra l’Ayurveda e gli altri sistemi, risiede proprio nel presupposto che i suoi rimedi vengono formulati tenendo presente i ritmi crono biologici del corpo umano e si basano sul principio “Nessun principio singolo può sostituirsi all’azione d’insieme“, ciò perché l’Ayurveda considera l’uomo nel suo complesso come un tutto superiore alla somma delle sue parti fisiche e psichiche.
Questo punto di vista globale è noto, si chiama Olistico; così se generalmente i medicamenti erboristici usano le piante grezze, alle volte tutte intere, che spesso posseggono azioni molteplici, i rimedi ayurvedici invece, richiedono intense lavorazioni al fine di far prevalere gli effetti desiderati, eliminare quelli indesiderati e accrescere la potenza energetica.

La conoscenza e la messa a punto di questi procedimenti richiedono anni di studio, di esperienza e di ricerche.
Essa si è comunque tramandata nei millenni ed è rimasta una scienza viva che attualmente prepara e consiglia rimedi naturali efficaci tipo: decozioni, sublimazioni, infusioni, sulfurazioni, calcinazioni, distillazioni ecc., capaci di esaltare e rinforzare l’energia fisico spirituale dell’uomo.
Questi integratori (erbe, preparati in pasta ed in polvere) sono innocui, non hanno effetti collaterali ed in genere se presi occulatamente vanno verso la radice del malessere.
Questi ottimi preparati ovvero medicinali naturali, vengono formulati tenendo presente i ritmi crono biologici del corpo umano e si basano sul principio dell’equilibrio e del contro bilanciamento:
”nessun principio singolo può sostituirsi all’azione dell’insieme”.

L’esperienza e la conoscenza hanno permesso nel tempo la messa a punto di particolari prodotti di sicura efficacia tenendo sempre presente comunque che la loro forza viene ad essere modificata dai metabolismi di ognuno. 
Essa è una Medicina non violenta e dolce, come i ritmi biologici della Natura, ma richiede comunque una discreta conoscenza dei prodotti e del loro corretto uso.
vedi Cure Naturali

Ben noto nel mondo e' il massaggio Ayurvedico, che utilizzando i punti dell'agopuntura Cinese + i punti ove vi e' dolore, risolve in molti casi diversi tipi di problemi.
Il Lavaggio energetico e' un particolare tipo di massaggio che apre i chakra del corpo, eliminando in genere la memoria della sofferenza di vissuti dolorosi.

La scienza medica Ayurvedica e' molto importante in Medicina Naturale ed e' purtroppo un fatto grave che alcune aziende con i loro prodotti non controllati facciano si che poi si denigri stupidamente una scienza medica antichissima ed utilissima che e' basata sugli stessi principi della Medicina Naturale.Ayurveda significa "Scienza della vita". La medicina ayurvedica, nata in India circa 3000 anni fa, si basa su una concezione "olistica" dell'uomo, che considera il corpo inscindibile dalla mente. Buone abitudini di vita, un'alimentazione sana ed il massaggio sono ritenute fondamentali per la prevenzione delle malattie.
Il massaggio ayurvedico ha, quindi, antichissime origini indiane, le sue regole si trovano negli antichi testi che costituiscono la base della medicina ayurvedica: la Sushruta e la Charaka Samhita.
Il suo scopo principale è quello di ripristinare l'equilibrio dell'organismo e di mantenere la salute fisica e mentale, è considerato un ottimo strumento per combattere lo stress ed un valido aiuto per la cura delle malattie, preserva le aree vitali del corpo (chiamate MARMA), mantenendole in ottime condizioni ed ha effetti di potenziamento sulle difese naturali.
Si può tranquillamente affermare che il massaggio ayurvedico rappresenta un supporto ideale da associare ad altri generi di cure di tipo complementare o tradizionale.
L'Ayurveda si prefigge quattro scopi fondamentali:
1) prevenire le malattie
2) prendersi cura della salute
3) mantenere la salute
4) promuovere la longevità. 
Il termine salute/sano in sanscrito è Svastha che letteralmente significa "stabilizzarsi nel sé" o "nella condizione propria a sé stessi". Il concetto di salute, quindi, viene considerato come condizione naturale dell'uomo mentre la malattia è vista come allontanamento da una condizione di normalità. 
Sushruta celebre medico ayurvedico (ca V sec. AC) così definisce lo state di salute:"L'individuo sano è colui che ha umori, il fuoco digestivo, i componenti tissutali e le funzioni escretorie ognuno in buon equilibrio, e che ha lo spirito, i sensi e la mente sempre compiaciuti". 
Questa definizione considera i tre principali aspetti della vita della persona: corpo mente e spirito. 
L'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fatto letteralmente proprie questa parole nella sua definizione di salute: "La salute è uno stato di pieno benessere fisico, psichico e sociale".

Riflessologia Plantare


Da sempre i piedi sono considerati la zona eletta dei cd. punti riflessi, ossia zone che sono direttamente collegate con altre parti del corpo.

Mediante la riflessologia plantare, tecnica di massaggio in cui vengono adoperati solo i pollici, è dunque possibile intervenire su più punti del piede per prevenire, sciogliere molti disturbi localizzati in altre parti del corpo e recuperare il benessere perduto.

Il precursore della riflessologia plantare è il Dr. Fitzgerald che concentrò appunto il proprio lavoro sulla parte del nostro corpo che possiede più terminazioni nervose, ossia i piedi.
Il Dr. Fitzgerald disegnò una mappa delle varie zone del piede corrispondenti a determinati organi interni e riuscì a dimostrare che, massaggiando tali zone, si ottenevano diversi benefici. Egli scoprì inoltre che tastando scrupolosamente ed energicamente il piede fosse possibile decretare anche lo stato di salute dell’intero organismo. Da queste sue convinzioni è nato il suo metodo, fondato su due tipi di ricerca: la ricerca visiva e una ricerca tattile dei punti dolenti.
Dalla scoperta del Dr. Fitzgerald e dalla ricerca di altri studiosi si è arrivati a stabilire la mappa delle zone riflesse.

Oggi, attraverso l’utilizzo di questa mappa, è possibile stabilire il trattamento personalizzato e arrivare a ristabilire lo stato di salute di una persona.

L’analisi visiva del piede da parte del riflessologo si basa sullo studio delle linee nel piede, sul colore, macchie, callosità, spaccature, sulla “temperatura”, etc.

La ricerca visiva consente di acquisire le prime informazioni sullo stato di salute della persona.

L’indagine tattile si basa sull’analisi dei punti dolenti, fondamentale per stabilire il trattamento riflessologico adattato a quel paziente.

Si impone una precisazione: il riflessologo non è un medico e non può fare diagnosi.

Attraverso le tecniche adoperate, il riflessologo individuerà gli organi in disequilibrio e sui quali occorrerà lavorare per ripristinare lo stato di benessere e salute della persona.

Va sottolineato, infine, che la riflessologia plantare non ha controindicazioni, perché produce sempre e comunque una reazione positiva, che si oppone a eventuali squilibri.

E se è vero che il suo campo di applicazione è vastissimo, e spazia dalla cura delle allergie a quella delle depressioni, dalle disfunzioni ormonali all’artrosi cervicale, è altrettanto vero che un breve ciclo di sedute ad ogni cambio di stagione potrebbe risultare utile a tutti per preservare il proprio benessere psicofisico e prevenire l’insorgere di disturbi e malesseri.

Grazie a questo processo, queste energie entrano in circolo e le tossine vengono eliminate dai reni e dal fegato, per cui il corpo si disintossica. Stimolando invece i punti corrispondenti al sistema nervoso e a quello ormonale si ripristina un buon equilibrio psicofisico. Gli altri punti specifici, individuati caso per caso, costituiscono la cura personalizzata per ogni singolo paziente e le problematiche dallo stesso palesate.